Questo articolo nacque come un semplice post su Facebook, di risposta a uno di quei giochi con tag a catena sui film preferiti. Tag graditissimo, perché fu un pretesto per parlare a ruota libera di quella bellissima invenzione che è il Cinema.
Il Cinema per me è la regina delle Arti. Un film è simile a una scultura, a un dipinto, una fotografia o un libro, nel senso che non può essere replicato in altre versioni o rappresentazioni, ma è un’opera definitiva e conclusa, con la firma dell’autore, per sempre. D’altra parte, un’opera teatrale non esiste in senso assoluto, perché viene replicata in luoghi diversi e da attori diversi, così come di un brano musicale si fanno versioni multiple (live, acustica, cover). Di un film, no.
Quindi è simile, in questo senso, a un’opera scultorea, pittorica e letteraria. Ma ha qualcosa in più di ciascuna di esse: un film è fatto di immagini, ma anche di musica. Di storia, ma anche di recitazione. Di scenografie, ma anche di inquadrature.
Il Cinema, in altri termini, è per me il mezzo migliore attraverso il quale si può esprimere l’immaginazione, la cosa più preziosa che abbiamo.
Mi mancano molti, moltissimi film da vedere e forse non li vedrò mai, e non ho le capacità critiche necessarie per parlare come si converrebbe dei film che elencherò.
Ciò premesso, quella che segue è la mia personalissima lista di film preferiti:
1. La Donna che Visse Due Volte (Vertigo), 1958
Il film più profondo che abbia mai visto, ma allo stesso tempo accessibile a tutti, prerogativa delle opere dei grandissimi.
Non voglio descrivere questo film, perché per parlarne come si deve serve un’enorme cultura e una raffinatissima capacità critica.
Dirò solo che io credo che Hitchcock abbia messo in scena come nessun altro – come nessun altro – il mistero del rapporto con il femminile.
2. 2001: Odissea nello Spazio (2001: A Space Odyssey), 1968
Qualcuno più colto di me disse: “Volete davvero qualcosa di comprensibile? La vita forse si comprende? No. Io sono per l’incomprensibile.”
2001 non si capisce perché è l’esistenza – della realtà, e dell’uomo nella realtà – a essere incomprensibile o, perlomeno, al di là dell’attuale comprensione umana. Kubrick è riuscito a mettere in scena l’incomprensibile.
2001 è Filosofia e Fantascienza ai massimi livelli.
Non riesco, non posso e non voglio dire nient’altro, perché ho forse già banalizzato abbastanza un’opera che non ha senso rendere a parole.
Solo un’ultima cosa: nel momento in cui scrivo il film ha cinquant’anni e gli effetti speciali sono ancora, salvo rare eccezioni, impressionanti.
3. Matrix (The Matrix), 1999
Un film giudicato soprattutto per la cornice cyber-punk e gli effetti speciali e sottovalutato nella sua storia e narrazione. Per me parla del coraggio dell’uomo nell’affrontare la paura della libertà, ovvero della conoscenza. È un film di formazione, che rimane nel “classico” (non c’è “lo strappo nel cielo di carta”: Neo rimane, di fatto, in Matrix, seppur con una nuova consapevolezza), ma che per me ha uno sviluppo narrativo eccezionale, impreziosito da idee originali (o rese in forma originale) ed effetti speciali innovativi.
4. La Strada, 1954
Il contrasto tra negazione e valorizzazione della fragilità umana. La ricchezza che è in essa, la poesia, la bellezza di saperla apprezzare e proteggere e la dannazione di non essere in grado di farlo.
5. Il Petroliere (There Will Be Blood), 2007
Io l’ho visto come la storia di un uomo che odia il mondo, gli altri e se stesso, e vorrebbe probabilmente non essere mai nato. Per questo tenta a tutti i costi di diventare “talmente ricco da poter stare lontano da tutti”.
Io credo che il protagonista si neghi qualsiasi possibilità di provare felicità perché trova ridicolo qualsiasi tentativo che si compia in tal senso. Ride beffardamente in faccia alla vita, che gli fa schifo.
Credo umilmente che verrà presto o tardi ritenuto all’altezza di pochi altri grandi capolavori della storia del cinema.
6. Il Dottor Stranamore – Ovvero: Come Ho Imparato a non Preoccuparmi e ad Amare la Bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb), 1964
Per me, il secondo miglior film di Kubrick dopo 2001, con un Peter Sellers sbalorditivo.
Io credo che l’impostazione tragi-comica di tutto il film voglia suggerire quanto sia ridicolo che le sorti dell’umanità siano in mano a dei governanti che sembrano bambini che giocano con dei giocattoli, anziché con bombe nucleari. E anche che tutto questo non sia comico solo per colpa di governanti irresponsabili, ma che lo sia perché tutta l’esistenza dell’uomo sulla Terra in fondo non è degna di serietà, ma al massimo di una risata.
E il fatto che un generale idiota che impazzisce possa innescare una reazione a catena di esplosioni nucleari (di ordigni che ha concepito l’uomo stesso) che spazzi via l’umanità dalla faccia della Terra secondo me lo dimostra.
7. Crimini e Misfatti (Crimes and Misdemeanors), 1989
Per me, il miglior film di Woody Allen. Dichiaratamente ispirato a Delitto e Castigo, credo che sia un film sulla desolante constatazione del fatto che non esiste nessun’altra entità, oltre all’uomo stesso, che possa giudicarci, perché semplicemente non c’è nessuno a guardarci (non che io sia necessariamente d’accordo, ma poco conta). Così un terribile delitto, se sconosciuto alla comunità, non sortisce alcun effetto, a esso non segue alcuna conseguenza, né alcuna punizione, se non autoinflitta nella mente di chi lo ha compiuto, od ordito e commissionato.
Un film però anche sui processi di disillusione e accettazione del compromesso che la nostra mente affronta nel percorso verso l’adultità.
La scena finale è magnifica:
“Per tutta la vita siamo messi di fronte a situazioni angosciose, a scelte morali. Alcune di esse importantissime, la maggior parte meno importanti. E noi siamo determinati dalle scelte che abbiamo fatto, siamo in effetti la somma totale delle nostre scelte. Gli avvenimenti si snodano così imprevedibilmente, così ingiustamente. La felicità umana non sembra fosse inclusa nel disegno della creazione. Siamo solo noi, con la nostra capacità di amare, che diamo significato all’universo indifferente.
Eppure la maggior parte degli esseri umani sembra avere la forza di insistere e perfino di trovare gioia nelle cose semplici: nel loro lavoro, nella loro famiglia e nella speranza che le generazioni future possano capire di più.”
8. La Cosa (The Thing), 1982
Di gran lunga il miglior monster sci-fi movie che abbia mai visto. Pochi altri film mi hanno coinvolto come questo. Più che un horror, a me ha dato la stessa sensazione che dà un giallo. Diciamo un giallo fantascientifico con una buona dose di azione, una magistrale caratterizzazione sociologica del gruppo di personaggi e finale aperto destabilizzante. Capolavoro del genere, qualunque esso sia.
9 – The Blues Brothers, 1980
Per me, non c’è storia con qualsiasi altro musical. Mi piace praticamente ogni brano della colonna sonora e ricordo con piacere tutti i suoi protagonisti perché ci sono cresciuto. Tutti quei personaggi, cantanti e musicisti di prim’ordine, poi, per quanto mi riguarda consegnano Il film al mito.
10 – L’Inquilino del Terzo Piano (The Tenant), 1976
Non è un horror nel senso comune del termine, non c’è violenza né scene che fanno saltare sulla sedia (roba da b-movie) ma è il film che mi ha terrorizzato più di tutti. Per me, con questo film Polanski ha dimostrato il suo genio cinematografico. Non saprei dire perché è un capolavoro, ma sono assolutamente certo che lo sia.
11 – Il Ritorno dello Jedi (Return of the Jedi), 1983
Una saga conclusa in modo perfetto. Luke Skywalker che diventa maestro Jedi e affronta, finalmente, suo padre. Una storia epica in una bellissima cornice fantasy futuristica. Di nuovo, è la storia però la vera forza di Star Wars, non la cornice. La redenzione di Darth Vader è leggendaria, e il finale di Luke che guarda l'”anima” del padre comparire tra gli altri maestri Jedi, poco prima della chiusura con titoli di coda, è da brividi.
12 – Batman, 1989

Per me, il miglior cinecomic mai realizzato. Michael Keaton è il miglior Batman in maschera della storia, pur essendo alto un metro e una vigorsol, Kim Basinger è perfetta, Jack Nicholson è Jack Nicholson.
Molti preferiscono il secondo, per me è qui che Tim Burton versa in stato di grazia. Indimenticabile la sequenza del ritorno alla caverna (Descent into Mistery) e la colonna sonora di Danny Elfman.
13 – Whiplash, 2014
Un film vecchio stampo, per sognatori. Per chi crede davvero in qualcosa e crede di potercela fare. Il “cattivo” del film lo odi, ma lo ami anche tantissimo. Un film tanto genuino da sembrare ingenuo, ma che ingenuo non è. Un elogio alla passione, quella autentica.
14 – Le Avventure del Barone di Munchausen (The Adventures of Baron Munchausen), 1988
Un film che probabilmente apprezzo soprattutto per il fatto di averlo visto e rivisto da ragazzino, il che rende molto difficile parlarne. Potrebbe essere benissimo un filmaccio da serie B, ma io ne vedo un film molto originale e che nelle sue scene d’azione è molto divertente. Il gruppo di eroi con a capo il Barone di Munchausen è una delle invenzioni più belle che abbia mai visto in un film. L’immaginazione di Terry Gilliam esplode in trovate magnifiche e la lunga odissea del Barone è tanto assurda quanto avvincente.
15 – Scarface, 1983
Il mio gangster movie preferito. Crudo e violento, quasi surreale ed estremo, come una foto esageratamente contrastata, ma la sua bellezza sta in questo. La recitazione di Pacino è volutamente estremizzata, quasi caricaturale, ma l’unicità del film sta proprio in questa esasperazione dei toni.
[JOLLY] – A 30 Secondi dalla Fine (Runaway Train), 1985
Un film che non conosce nessuno, ma che possiede una forza che si ritrova raramente in altre pellicole. Molto fa l’interpretazione di Jon Voight, semplicemente superba. Due antagonisti: il criminale Manny, ritenuto un eroe nella comunità di carcerati in cui si trova, e lo spietato direttore del carcere Ranken. Nel film esplode la brutalità umana in tutta la sua forza, da una parte e dall’altra, suggerendo che i due antagonisti non siano diversi tra loro.
Manny tenta la fuga dal carcere insieme a un ragazzo, riuscendo a salire su un treno dove incontrano una ragazza, Sara, altra protagonista del film.
La bellezza del film sta tutta nell’energia prorompente e nella forza brutale e devastante di Manny nel suo disperato tentativo di fuga.
Il finale è magnifico.
Questi sono i miei film. Ce ne sono moltissimi altri che valeva la pena inserire ma in un gioco bisogna scegliere.
Aspetto i vostri.















