LE NEVROSI DI GRETA E DEI GRETINI

“La speranza viene da noi giovani, come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, eppure sono tra i più fortunati. Le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando”.

Direi che se togliamo la frase “interi ecosistemi stanno crollando” abbiamo il più classico sfogo tipico di una adolescente che si scontra con l’imperfezione del mondo.

Questa idea del “voi”. “Voi” ci rubate i sogni, “voi” ci rubate l’infanzia, “voi” ci rubate la vita, i soldi, la salute.
Anzitutto, “voi” chi? Un non ben precisato “voi” che sarebbe responsabile di tutti i mali del mondo, che altro non è – in realtà – che un nome diverso con cui chiamiamo il nostro malessere interno e profondo.

Questa idea che ci siano dei cattivoni che si arricchiscono alle nostre spalle è solo molto parzialmente vera. È una forma di paranoia adolescenziale, che ignora la complessità del mondo e ci convince che ci siano delle eminenze grigie che giocano col nostro destino. E lo fa perché questa convinzione, seppur nel male, è rassicurante: sapere che il nostro destino è controllato, sebbene in modo negativo, è rassicurante rispetto a un’alternativa ben più difficile da accettare, e cioè che le relazioni tra 6 miliardi di persone costituiscono un sistema di una complessità tale che sfugge a qualsiasi controllo pieno e totale.

Lungi da me sottovalutare il rispetto dell’ambiente, perché ne va della nostra salute.

Ma il fatto che ci siano persone che lucrano su attività che producono inquinamento non significa che si stiano arricchendo sulla nostra pelle o che si possa eliminare l’inquinamento.

Per dirla brutale, non si può fare una frittata senza rompere delle uova. L’inquinamento è anche il prezzo inevitabile che paghiamo per il progresso.

Il nostro destino – lo diceva qualcuno e per quel che vale sottoscrivo – non è di restare in questo mondo, ma prima o poi di lasciarlo. Questo certamente non significa che dobbiamo distruggerlo, ma lo spauracchio di modificarne pesantemente gli ecosistemi non può spaventarci a tal punto da arrestare il nostro progresso.

Ma quand’anche vi consideriate quanto di più lontano esista da un progressista e pensiate che non ve ne freghi nulla del progresso, non avete considerato quanto sia lungo e massacrante farsi chilometri e chilometri a piedi, magari di notte, senza luce. Quanto faccia caldo senza aria condizionata o freddo senza riscaldamento. Quanto sia bello avere delle provviste in frigorifero che possono durare giorni, quanto sia bello lavare panni in lavatrice o piatti in lavastoviglie, quanto sia bello vedere incontri sportivi in stadi dall’altra parte del mondo seduti sul proprio culo in salotto, fare viaggi in aereo a vedere gli splendidi paradisi terrestri incontaminati che reclamate tanto. Solo parzialmente incontaminati, per la verità, perché sono abbastanza sicuro che senza “contaminazione” reclamereste di meno le bestie feroci che li abiterebbero, o la carestia, o la fame, o la siccità, o la mancanza di servizi igienici. Eccetera, eccetera, eccetera.

Ovviamente quello dell’inquinamento e rispetto dell’ambiente è un tema delicatissimo e importantissimo e sottovalutarlo è un chiaro errore.

Ma proprio perché è così importante, non sarebbe il caso di smetterla di idolatrare le nevrosi adolescenziali di una sedicenne?

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