COME SI PUÒ ESSERE ANCORA MATERIALISTI

Tre secoli fa sapevamo, grazie a Newton, come funzionava la gravità. Newton stesso non si spiegava però l’azione a distanza.

Ora sappiamo che ciò che chiamiamo gravità è la curvatura dello spazio-tempo. Un bel passo rispetto a quando pensavamo che per causare un movimento fosse necessario il contatto.

Due secoli fa ignoravamo le leggi che regolano i fenomeni magnetici ed elettrici. Un secolo e mezzo fa ignoravamo le leggi che regolano i fenomeni elettromagnetici. Biot e Savat, Ampère e infine soprattutto Maxwell ci hanno consegnato le tavole della legge. Abbiamo capito come funziona il campo elettrico, abbiamo capito come funziona il campo magnetico, abbiamo capito come si influenzino a vicenda a velocità luce. Come la loro perturbazione sia la luce.

Avremmo mai detto, due secoli fa, che una massa “attrasse” un’altra massa perché in grado di piegare il mondo stesso in cui viviamo? No. Che una corrente che scorre in un filo riuscisse a ingenerare fenomeni elettrici a distanza? Nemmeno. Ma non ci sarebbe stato bisogno di queste evidenze, a pensarci bene, perché già gli antichi osservavano i fenomeni magnetici.

Come fate allora, oggi più testardamente di ieri, a credere solo a ciò che vedono i vostri occhi? Come si può essere, ancora, materialisti? Come potete, a oggi, escludere in misura totale e in maniera assoluta che il cervello, in cui entra in gioco una branca della Fisica che ci ha completamente destabilizzato, ancora confusa – sicuramente confondente – la Meccanica quantistica, non possa avere alcuna interazione con lo spazio-tempo, la materia, i campi o con ciò che (ancora) non vediamo, (ancora) non percepiamo, (ancora) non spieghiamo? Se abbiamo scoperto tutte queste cose in pochi secoli, pensiamo a cosa si scoprirà in altri mille o duemila anni. Pensiamo a come cambieranno ancora radicalmente le nostre convinzioni.

Come si può essere ancora materialisti.

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